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LE CICATRICI
La cicatrizzazione è l’insieme dei processi biologici che contribuiscono alla chiusura di una ferita. Riguarda tutte le strutture del corpo umano (ossa, tendini, nervi, pelle).
La parte più superficiale della pelle è l’epidermide, il cui strato più profondo (germinativo) si moltiplica continuamente dando luogo al ricambio cutaneo.
Inoltre contiene i bulbi piliferi, le ghiandole sudoripare e sebacee.
Lo strato sottostante è il derma, costituito da fibre elastiche e collagene.
Queste sono contenute in una sostanza semifluida formata da molecole zuccherine e vari tipi di cellule, tra le quali i fibroblasti, fondamentali per il processo di cicatrizzazione.
Il derma è anche attraversato da numerosissimi vasi sanguigni e nervi.
L’ipoderma è il tessuto adiposo sottocutaneo, al di sotto del quale si trova il piano muscolare, ricoperto dall’aponeurosi, una membrana molto resistente.
Infine l’osso, anch’esso ricoperto da una membrana: il periostio.

  CICATRIZZAZIONE NORMALE
Una ferita ben suturata si considera "chiusa" dopo 30 giorni, il tempo necessario alla formazione del coagulo e alle cellule epidermiche per ristabilire una continuità cutanea. Occorrono 2/3 settimane affinché il tessuto mancante si rigeneri. Durante questa fase di proliferazione cutanea la cicatrice
appare rossastra e in rilievo.Infine sono necessari 12/18 mesi prima che la cicatrice assuma il suo aspetto definitivo, si appiattisca e schiarisca.Rimane tuttavia visibile in quanto non assume più né la struttura né il colore dell’epidermide circostante.

CICATRICE IPERTROFICA
Si manifesta quando nella fase di proliferazione cellulare si ha un’eccessiva produzione di cellule, per cui la cicatrice si indurisce e si arrossa.Tuttavia dopo 1 anno sono possibili dei miglioramenti.Le cause sono molteplici: un’infezione locale, una sutura o una medicazione troppo strette, oltre ad una predisposizione individuale. Ci sono parti del corpo quali la parte alta delle spalle e del petto e il collo che favoriscono questo tipo di cicatrizzazione.
CHELOIDE
E’ una cicatrice ipertrofica, che degenera in superficie crescendo oltre i limiti della ferita stessa, e in profondità con prolungamenti fibrosi.Ciò è dovuto ad una eccessiva produzione di collagene. Per eliminarlo si ricorre spesso all’asportazione chirurgica.
 
CICATRICI INESTETICHE
Si presentano in modi diversi. Cicatrice a cerniera: presenta i segni esterni dei punti. E’ causata da una sutura poco attenta o dalla rimozione tardiva della stessa. Se non è troppo larga è possibile asportarla riavvicinando i tessuti con una sutura intradermica.Briglia cicatriziale: cicatrice lineare con una forte contrazione lungo il suo asse maggiore. La pelle circostante tende a tirare e se si trova vicino ad un’articolazione ne ostacola i movimenti. Si corregge cambiando la direzione della stessa.Cicatrice infossata: è più bassa rispetto al livello dell’epidermide.Deriva dalla riapertura della ferita a seguito di un ‘infezione, o perché sono stati tirati troppo i bordi cutanei.Si corregge con la tecnica dell'accollamento dermo-dermico.Cicatrice a scalino: presenta il bordo in rilievo rispetto al piano cutaneo circostante. E’ dovuta all’accostamento impreciso dei lembi della ferita .Di solito si manifesta nei pazienti operati in condizioni d’urgenza.La sua correzione richiede una nuova riapertura della ferita iniziale e una sutura precisa.
 
TRATTAMENTO DELLE CICATRICI
Le ferite si chiudono grazie ad un processo biologico, costituito da diverse fasi e regolato da meccanismi naturali che consentono ai tessuti lesi di ripararsi: il segno che ne deriva è la cicatrice. Trascorsi almeno 6 mesi dalla sua formazione la si può correggere in diversi modi, a seconda del tipo.
Cicatrici ipertrofiche: trattamento chirurgico con laser CO2, infiltrazioni locali di sostanze biostrutturanti, escissione chirurgica.
Cicatrici depresse: riempimento effettuato mediante infiltrazione di collagene o tessuto adiposo prelevato dal paziente stesso.
Cicatrici cheloidee: escissione chirurgica, infiltrazione di cortisonici.
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