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| ASPETTI PSICOLOGICI
E SOCIALI DELL'INTERVENTO ESTETICO |
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| Esiste uno stretto legame
tra Chirurgia estetica e Psicologica perché c'è
una intima relazione che unisce il corpo e la mente. Tale connessione
era già stata individuata, in ambito artistico-scultoreo,
anche da Policleto, scultore greco del periodo "aureo",
il quale definì le regole per scolpire la figura umana
secondo gli ideali dalle bellezza fisica, in un perfetto equilibrio
di corpo e di spirito. |
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Nel nostro secolo,
due famosissimi chirurghi estetici americani hanno riconfermato
l'importanza di questo principio, sostenendo che le correzioni
operate dal chirurgo agiscono molto di più in profondità
della pelle, fino ad incidere le zone più profonde della
psiche.
Lo "scalpello" di cui il chirurgo si serve per i suoi
interventi di correzione estetica, |
non
modifica soltanto l'aspetto fisico di una persona, ma ne cambia
anche l'animo, ovvero l'immagine che questo individuo ha di
se stesso.
A questo proposito la Psicologia spiega che l'immagine dell'
"io" è una sorta di ritratto mentale che ciascuno
ha di se stesso e questo ritratto è costruito in base
alle personali esperienze passate e all'aspetto del corpo così
come viene percepito dal singolo e come si pensa che lo riconoscano
gli altri.Questa immagine dell'io condiziona inevitabilmente
il nostro modo di essere e di rapportarci con gli altri e di
questa situazione il chirurgo estetico deve tenere conto, non
solo per aiutare il paziente ad eliminare anche quelle eventuali
"cicatrici emotive" che sono spesso alla radice della
richiesta di una correzione chirurgica, ma anche per valutare
la reale necessità di un intervento.
E' senz'altro vero che il più delle volte la correzione
di dismorfie fisiche o le operazioni eseguite per contrastare
l'invecchiamento cutaneo, non hanno prodotto soltanto un visibile
miglioramento dell'aspetto fisico, ma anche un cambiamento positivo
dell'immagine dell' "io". |
La
persona operata infatti, si vede e si sente diversa,
migliore o più giovane, e rafforza inconsciamente
la propria autostima e la fiducia in se stessa.
Sia gli uomini che le donne sempre più spesso
ricorrono agli interventi chirurgici estetici per
un legittimo desiderio di migliorare la propria
immagine e di stare meglio con se stessi. |
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Generalmente
si tratta di individui che vivono in città e che
lavorano a diretto contatto con il pubblico, e la loro
età è compresa fra i diciotto e quarantacinque
anni.In base ai dati statistici di cui si è a disposizione,
le donne rappresentano comunque la percentuale più
alta dei candidati all'intervento estetico ed appartengono
alle categorie sociali medie e superiori, mentre gli uomini,
che costituiscono circa il 20% della domanda, generalmente
richiedono l'intervento tra i diciotto ed i venticinque
anni d'età.
La rinoplastica per la correzione del naso è l'operazione
più eseguita indistintamente su uomini e donne,
mentre la blefaroplastica, la liposuzione e gli interventi
contro l'invecchiamento del viso rappresentano una richiesta
tipica del pubblico femminile.
Le correzioni delle cicatrici sulla pelle riguardano in
maggior misura gli uomini, e così anche gli interventi
per la risoluzione della calvizie sono esclusivi di una
domanda maschile.
In genere le donne, prima di rivolgersi al chirurgo estetico,
chiedono consiglio all'estetista, mentre gli uomini e
gli esponenti più giovani ricorrono al proprio
medico curante.
Da ciò emerge la necessità che questi operatori
estetici e sanitari siano adeguatamente informati sulle
possibili applicazioni della chirurgia estetica, sui risultati
che si possono conseguire, sui tempi richiesti dalla cicatrizzazione
e sulla possibilità di eventuali successi ritocchi.
L'estetista che sia riuscita ad instaurare con la cliente
un rapporto confidenziale e di fiducia, deve essere in
grado non solo di valutare l'entità del difetto
che questa vuole correggere e le motivazioni psicologiche
che la inducono a voler modificare il proprio aspetto,
ma anche indirizzarla, attraverso informazioni specifiche,
ad una scelta precisa, offrendo il proprio sostegno professionale
e psicologico sia prima dell'intervento sia nel decorso
postoperatorio, curando la pelle con trattamenti specifici
e valorizzando il risultato dell0operazione con l'applicazione
di maquillage e di massaggi.
Anche il medico curante, come l'estetista, è deputato
a risolvere problemi e dubbi del paziente che voglia ricorrere
alla correzione estetica, ma senza conoscere né
le metodologie dell'intervento, né lo specialista
a cui rivolgersi.
Egli in particolare, conoscendo non solo il suo stato
di salute generale, ma anche la situazione familiare ed
eventualmente economica, saprà meglio di chiunque
altro valutare l'entità del difetto da correggere,
le motivazioni psicologiche della persona esaminata e
l'opportunità della applicazione chirurgica, risolvendo
indecisioni e perplessità.
In tal modo potrà fornire al chirurgo estetico
informazioni preziose per una ottimale riuscita dell'intervento
ad al paziente un concreto sostegno, di ordine medico
e psicologico, sia prima che dopo l'operazione.
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