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MEDlite Q-switch Laser |
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bersaglio è costituito dal laser q-switched, con cui vengono emessi impulsi inferiori a un millisecondo che colpiscono selettivamente il melanosoma, l'organulo cellulare contenente la melanina. |
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MEDlite Q-switch Laser |
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Sorgente laser Nd:Yag. Lunghezza d'onda 1064 nm (1,06 µm). Potenza max 45 W ± 10% Energia max per impulso 50 Jx. |
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MEDlite Q-switch Laser |
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Con questo laser, utilizzando una lunghezza d'onda di 532 o 1064, si possono trattare quasi tutti i tatuaggi e gran parte delle lesioni pigmentate: le lentigo, le efelidi, le chiazze caffelatte, il nevo di Becker e anche i nevi acquisiti, a condizione di essere certi della benignità della lesione. Inoltre possono essere trattate le iperpigmentazioni post-infiammatorie e da farmaci.
Il trattamento avviene in più sedute distanziate da sei settimane l'una dall'altra. La seduta non è generalmente dolorosa e può essere paragonata allo schiocco di un sottile elastico sulla cute. Almeno l' 80 % della lesione viene rimossa con un unico trattamento. Se la lesione copre una vasta area , si può eventualmente trattarlo in più sedute. Nel trattamento vengono garantite sei sedute ma generalmente con 4/5 sedute si riesce a raggiungere la completa rimozione del tatuaggio.
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MEDlite Q-switch Laser |
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Evitare assolutamente l'esposizione ai raggi solari e/o a lampade UVA nelle settimane precedenti ai trattamenti. Non assumere farmaci fotosensibilizzanti. |
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MEDlite Q-switch Laser |
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Una doccia potrà effettuarsi nei giorni seguenti evitando pero di sfregare la zona. E imperativo non sottoporsi ai raggi solari diretti e proteggere la pelle con dei filtri solari. In fase di riepitelizzazione è utile applicare una pomata che aiuta questo processo . Il principale problema è l'iperpigmentazione cutanea che può essere prevenuta se si adottano tutte le precauzioni precedentemente dette. Talvolta a fine trattamento può rimanere, in corrispondenza del tatuaggio rimosso, un'area di differente trama rispetto alla cute circostante. Generalmente ciò è dovuto al cosiddetto "insulto del tatuatore" dovuto al traumatismo dell'ago che inietta il pigmento. |
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Il Viso |
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La percezione dell'invecchiamento è quasi impalpabile; ogni giorno il nostro viso si modifica, appaiono nuovi segni, nuove espressioni eppure noi non sempre vogliamo vederli. Sembriamo quasi incoscienti su ciò che avverrà, e ci nascondiamo come lo struzzo sotto la sabbia ma in realtà posticipiamo un problema che alla fine ci colpirà più dentro che fuori.
Iniziano i problemi: |
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Il Viso |
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sono interessate le palpebre e i contorni degli occhi. Il solco nasolabiale e le commissure orali (pieghe ai lati della bocca) si appesantiscono, le rughe orizzontali della fronte cominciano ad evidenziarsi. |
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Il Viso |
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le rughe della fronte e quelle d'espressione della glabella si accentuano. Le palpebre tendono a cadere e appaiono le prime linee a livello delle palpebre inferiori. Compaiono in modo permanente le rughe definite "a zampa di gallina" per il suo aspetto quasi palmare, le labbra perdono consistenza, si formano piccolissime rughe attorno alla bocca, le guance perdono il loro aspetto da "persona sana" ed il viso infine inizia a perdere tonicità. |
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Il Viso |
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le rughe frontali si marcano, il sopraciglio tende a scendere, le palpebre superiori e le borse delle palpebre inferiori invecchiano definitivamente l'espressione. Le rughe periorali " rughe del fumatore " diventano più profonde e la pelle del collo cade pericolosamente determinando il cosiddetto " effetto a doppio mento". |
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Il Viso |
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tutte le rughe del viso sono ormai evidenti, il pannicolo adiposo delle guance appare inconsistente, il profilo del viso è incavato. |
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Il Viso |
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la cute diventa fine, sottile e fragile I muscoli deputati alla mimica facciale perdono tono e si rilassano.
Il grasso si accumula preferenzialmente ai lati del viso o sotto il mento.
Le ossa si assottigliano a livello mandibolare e delle ossa zigomatiche. |
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Il Seno |
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All'inizio della pubertà nella femmina -per azione estrogenica- aumentano di dimensione sino a permettere la lattazione; ne consegue un aumento di volume, che permane anche quando,con l'avvento della menopausa, si riduce sino a terminare l'attività ormonale. La forma a base larga o stretta e le dimensioni, ipoplasia o ipertrofica, variano a seconda dell'età e della costituzione corporea; E' molto comune notare differenze di volume e di forma, talvolta anche marcato, tra le due mammelle in una stessa persona. Le mammelle sono separate tra loro da un ampio spazio (il seno), mentre un solco detto sottomammario, si forma tra mammella e gabbia toracica per effetto gravitazionale. Al centro della mammella è evidente il capezzolo, a forma tondeggiante, rugoso o liscio, di colore variabile, da dove fuoriescono 10-12 dotti galattofori. Il capezzolo ha attorno l'areola mammaria, di colore variabile dal rosa chiarissimo al bruno molto scuro, di dimensioni piccola sino a molto grossa. Anatomia: Le mammella sono costituite principalmente da piccole formazioni ghiandolari disposte a lobi e lobuli, che si uniscono tra di loro con canali comunicanti (tubuli intralobulari, dotti interlobulari), e nel decorso verso il capezzolo incontrano piccole dilatazioni (seni lattiferi), da cui si dipartono i dotti galattofori che sboccano sul capezzolo. Il tessuto connettivo fibroso e adiposo, che è sito fra le ghiandole con funzioni di sostegno, determina la forma della mammella. La ghiandola poggia sul piano muscolare. |
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