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  mastoplastica riduttiva
  Corregge l’ipertrofia mammaria, cioè l’eccessivo sviluppo del seno dovuto ad un aumento o del tessuto adiposo (ipertrofia adiposa) o di quello ghiandolare (ipertrofia ghiandolare) o spesso di entrambi. Oltre ad avere una finalità estetica, l'intervento ottiene anche uno scopo funzionale, in quanto risolve problemi di difficoltà nei movimenti, ragadi sottomammarie, e soprattutto marcati disturbi a carico della colonna vertebrale e della postura.
  mastoplastica riduttiva
  Il chirurgo prepara il disegno con un pennarello indelebile, quindi misura le distanze dal giugulo delle nuove sedi dei capezzoli.
  mastoplastica riduttiva
  L’intervento prevede di ridurre il volume ghiandolare e o adiposo, eliminare la cute in eccesso, e riportare l’areola e il capezzolo nelle posizioni corrette. Si ricorre quindi ad un’incisione verticale condotta dall’areola (ore 6) sino al solco sottomammario e ad una periareolare. Viene asportato il tessuto in eccesso, quindi si riposiziona in alto la rimanente ghiandola mammaria ancorandola con alcuni punti di sutura alla fascia muscolare con lo scopo di ottenere un seno sollevato e naturale. Importantissima sarà la ricostruzione dei piani profondi, di quelli intermedi sino alla sutura finale "intradermica" . E' fondamentale ricordare che la buona riuscita dell'intervento ed il suo risultato estetico saranno direttamente legati alla visibilità e qualità delle cicatrici stesse.
  mastoplastica riduttiva
  Dopo l'intervento,verrà applicata una medicazione con bendaggio che terrà il seno rigido, protetto e compresso per qualche giorno. Durante questo periodo la paziente potrà riprendere le attività semplici senza affaticarsi nè subire traumi al seno. A distanza di tre giorni verrà effettuato il primo controllo, nuova medicazione, rimossi i bendaggi compressivi, controllata la sutura intradermica e indossato un corsetto contenitivo (solo nelle ore diurne) per circa un mese. Infine, dopo 15 giorni, si rimuoveranno le uniche quattro suture esterne sui punti cardinali dell'areola. Verranno poi posizionati dei cerottini di carta che serviranno ad ottimizzare i risultati sulle cicatrici stesse. Il risultato risulterà definitivo dopo 4/6 mesi.
  mastoplastica riduttiva
 
  mastoplastica additiva
  E’ l’intervento chirurgico che permette, grazie all’introduzione di protesi sotto la ghiandola mammaria o sotto il muscolo pettorale, l’aumento di volume del seno.Dette protesi, come hanno provato gli studi più recenti non sono cancerogene (cioè non provocano tumori) né mutagene (non provocano cioè mutazioni a carico del DNA delle cellule) e neppure teratogene (non provocano alterazioni fetali).
  mastoplastica additiva
  L'introduzione delle protesi avviene dopo la creazione di una tasca preparata sotto la ghiandola mammaria o sotto il muscolo pettorale a secondo dei casi clinici ( ipotrofia mammaria, ipoplasia mammaria, ptosi cutanea ) . Esistono diversi tipi di protesi a superficie rugosa (testurizzata) o liscia, con diverso contenuto (silicone, soluzione salina, olio di soia, idrogel), a singola, doppia o tripla camera, rotonde o anatomiche. Attualmente le più usate sono le protesi testurizzate, qualsiasi sia il loro contenuto, in quanto riducono al minimo quella che è la complicanza più importante nella mastoplastica additiva, cioè la contrattura capsulare.Un'emostasi accurata e la ricostruzione corretta e precisa dei piani profondi e superficiali risulta fondamentale per la riuscita estetica dell'intervento.
  mastoplastica additiva
  A seconda della costituzione della paziente, della tonicità muscolare e dell’elasticità cutanea, i risultati dell’intervento si cominceranno ad apprezzare circa dopo un mese, vale a dire man mano che il gonfiore si ridurrà, anche se non si dovrà mai dimenticare che il risultato definitivo sarà valutabile trascorsi sei mesi, cioè quando i tessuti si stabilizzeranno.
  mastoplastica riduttiva
  La parte operata potrà essere modestamente dolente
  addominoplastica
  Corregge il cedimento della parete addominale quando i tessuti cutanei e la muscolatura si rilassano e non riescono più a contenere gli organi interni. Quest'ultimi, premendo verso l’esterno, evidenziano costantemente e progressimamente il difetto estetico. La causa è da imputare a più fattori tra i quali gravidanze multiple, forte dimagrimento o aumento notevole di peso. La soluzione chirurgica (unica possibile) permette di ricostruire il piano muscolare, asportare il tessuto adiposo e la cute in eccesso. Oltre all’addome pendulo o globoso, che prevede la tradizionale addominoplastica completa con riposizionamento dell'ombelico, la chirurgia addominale corregge deformazioni poco estese localizzate a livello sovrapubico,eccessi di cute e smagliature a livello sottoombelicale. In questi casi viene praticata la mini-addominoplastica, che rappresenta il 30% degli interventi all’addome.
  addominoplastica
  L’addominoplastica è un operazione impegnativa, quindi il paziente va informato sugli esiti in relazione alla cicatrice e alle eventuali smagliature .La cicatrice orizzontale posizionata a livello del pube sarà più o meno estesa a seconda dell'estensione di cute eliminata.La sua evoluzione è generalmente lenta e migliora fino al secondo anno dall’intervento.Una seconda cicatrice a V è presente sull’ombelico ma tenderà a confondersi con la naturale depressione dell’ombelico stesso.Per quanto riguarda una parte di smagliature, verranno asportate chirurgicamente eliminando la pelle in eccesso.La paziente in questo caso può stabilire con il chirurgo la posizione della cicatrice.I pazienti obesi che presentano eccesso di grasso diffuso su tutto l’addome, possono essere sottoposti a questo tipo di intervento solo dopo un’eventuale liposuzione mirata che dovrà avvenire nei mesi precedenti e finalizzata al modellamento di zone specifiche.
  addominoplastica
  La tecnica utilizzata per ridurre l’addome pendulo prevede la lipectomia ( asportazione del grasso) con la ricostruzione dell’ombelico. Poiché i difetti estetici sono estesi a tutto l’addome, è necessario isolare l’ombelico lasciandolo attaccato sul piano muscolare in profonditàe posizionarlo alla fine secondo accurate misurazioni rispetto alle anche e alla linea mediana. L’intervento viene eseguito in anestesia generale e dura circa 3 ore.Si effettua un un’incisione bassa sovrapubica, quindi la cute addominale viene scollata fino alle arcate costali, distesa verso il basso e recisa.Qui verrà collocata la cicatrice finale. Al termine dell’intervento si applica una medicazione compressiva e modellante.
  addominoplastica
  Essendo un intervento di alcune ore, il paziente può avvertire una sensazione di stanchezza e modesto dolore. Nonostante questo è consigliato alzarsi presto dal letto al fine di riattivare la circolazione e ridurre così il rischio di complicanze.La degenza è di un giorno. Medicazione e sutura intradermica saranno controllate dopo 3/4 giorni.Nel primo mese è utile portare una guaina elastica di supporto. Il risultato non è subito valutabile a causa del gonfiore diffuso che dura circa 1 mese variando da soggetto a soggetto
  addominoplastica
  modesto, controllabile con farmaci
  mastopessi
  Corregge la ptosi mammaria, cioè l’inestetismo del seno flaccido e cadente, dovuto al rilassamento dei tessuti dopo una gravidanza, ad un’eccessiva perdita di peso, o semplicemente all’invecchiamento. Consiste nel riposizionare la ghiandola mammaria in sede, asportando la cute in eccesso. Se il seno è non solo caduto (ptosico) ma eccessivamente svuotato per marcata ipotrofia ghiandolare, si associa generalmente una mastoplastica additiva.

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